Published On: 4 Maggio 2019Categories: Rassegna StampaTags:
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Le parole con cui Salvatore Quasimodo ritraeva la Costiera vivono, si allargano e permangono in un posto su tutti: all’NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi, sognante 5 stelle lusso accolto da un antico monastero incastonato a 80 metri d’altezza, sulla scogliera. Nacque nel 1212 per volere di un cardinale come buen retiro dopo una vita di studi per l’Europa: da lì, si era vicini al cielo, e si aveva una visione ampia, distesa e calma sui commerci che partivano e trafficavano giù dal porto verso Costantinopoli e l’Impero Bizantino, il Nord Africa e Alessandria d’Egitto, in Siria e in India. Su, intorno alla chiesa, si era voluto un chiostro arabo-normanno, tuttora conservato, e avvolgente, materno: la loggia ha resistito agli abbandoni (130 anni), visto le sue opere d’arte trafugate, la sua biblioteca depredata, i terreni bruciati, la sacrestia dimenticata, fino all’arrivo dei frati minori cappuccini, nuovo ordine che dalla seconda metà del ‘500 lo ristrutturano e vi si insediano. Refettori e stanze di preghiera che oggi sono diventate 53 camere di un albergo sogno, con leggende su presunte «apparizioni» notturne dal passato, nell’aria, e tanto di suite dell’Eremita, la più ricercata: isolata, arroccata, a strapiombo su un azzurro che sembra non finire mai. Sulla terrazza panoramica, tra i boschetti di agrumi e il viale delle rose antiche (con un app «immersiva» che li racconta), l’infinity pool a sfioro con vista sull’orizzonte, la healthy & beauty area e la palestra en plein air scorre il divenire: nell’orto storico della tenuta, lo chef Natale Giunta – origini palermitane, notorietà televisiva – prende gli ingredienti più freschi per le sue interpretazioni dei classici dai sapori mediterranei. Oltre ai Cannelloni del Convento, imperdibile la Parmigiana di Melanzane (su ricetta originale del 1924), e i piatti in cui i profumi delle terre siciliane e campane si fondono, i gamberi rossi di Mazara del Vallo e le acciughe di Cetara.

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